OlivieriRavelli_teatro estetica

Intendendo il concetto di “ricerca” nell’accezione di “percorso”, OlivieriRavelli_Teatro rifugge la tentazione di elaborare risposte univoche e immutabilmente soddisfacenti. Parte dalla ferma volontà di allontanarsi da un teatro fine a se stesso, caratterizzato da una certa tendenza “archeologica” alla ciclica riesumazione di letterature e approcci registici ormai irrelati e anonimi; nonché da un teatro autoreferenziale e autocompiacente, teso alla ricerca di un’estetica elitaria e vuota, tipica di molta avanguardia. L’interesse è sul recuperare la funzione sociale del teatro. Ossia il teatro come forma di riflessione, come specchio di una società (attori e spettatori) che si interroga su se stessa. Ciò impone la presenza di una coscienza vigile e critica rispetto all'attualità e la continua ricerca di linguaggi stilistici che sappiano scuotere il pubblico resuscitandone l'interesse per l'azione scenica.

Le produzioni di OlivieriRavelli_Teatro sono orientate a sorprendere lo sguardo intorpidito dello spettatore “medio”, che si aspetta dall'evento teatrale niente più che una tranquilla e rassicurante serata, attraverso un uso accorto della scrittura, della caratterizzazione dei personaggi e del ritmo. Il risultato è una prassi teatrale che lavora sull'eccesso, che predilige le atmosfere ipnotiche, ossessive e dissonanti, i ritmi elevati, i personaggi grotteschi, le situazioni surreali e paradossali e un linguaggio devoto a maestri quali Beckett, Ionesco, Pinter. I leit-motiv degli allestimenti insistono su tematiche comuni di grande attualità, ma la scelta imprescindibile di un linguaggio sempre semplice e immediato, di immagini icastiche accompagnate dall’uso costante della musica, trasformano l’ostentato incubo dell’incomunicabilità nel più eccezionale sistema di comunicazione possibile, nella direzione di un teatro veramente popolare e mai populistico.